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Fundy designer v6 crack pc tools. Software di traduzione bismillah rahman rahim. Fratii stefanet download di giochi. Tes iv oblivion gold edition. Nome della patente di guida cambia bc. Download gratuito tv a schermo piatto. Senza contare che oggi c'è un intero movimento in antropologia che considera l'etnografia, la teoria in azione. Sono uno di quelli che considerano l'etnografia una teoria in azione. Una conoscenza dell'università che era in contatto con l'antropologo mi aveva avvisato che probabilmente nei giorni a venire si poteva andare a cena da lui.

Dopo un paio di giorni andammo nella sua abitazione che distava pochi chilometri dalla residenza studentesca universitaria. Dopo una veloce presentazione entrammo nel salone pieno di libri e subito ci accomodammo al tavolo in cucina.

Pigorini, e che tutt'ora collaborava con Andrea Tonacci, un regista italiano che si occupava di tematiche a lui affini, e intanto ci godemmo la cena a base di carne con l'aggiunta di nduja, che "O krau" prese appositamente per omaggiare le mie origini. Inoltre fu affermata la necessità di un 'pensiero ecologico' , ad un riscatto della percezione dei contadini e delle classi subalterne, riferimenti ad una sociologia della conoscenza che potesse affermare e attualizzare il valore dei 'saperi tradizionali'.

Queste considerazioni ricordano in parte l'auspicio di E. Della classe studentesca si potrebbe affermare che si dividevano tra militanti e non militanti, la partecipazione non solo alla vita politica pratica ma anche alle teorie era manifestate anche da molti studenti giovani che studiavano e leggevano con passione i testi di Marx e Bakunin, e nel caso specifico dell'Italia, mi segnalarono la passione per A.

Gramsci e per E. Sui vari luoghi più rappresentativi, ricordo il Kanashiro, bottega gestita dal padrone omonimo, in cui dopo i corsi gli studenti si ritrovavano per giocare a biliardo, bere birra e stuzzicare con il bamboo, discutere di tutto.

Un concreto spazio di aggregazione sociale. Non solo deputato al divertimento, ma anche, come la situazione politico-sociale costringeva, all'organizzazione delle strategie. Dopo aver previsto l'impossibilità di completare qualche corso di studio nel periodo di mobilità che avevo a disposizione, presi alla lettera uno dei consigli della mia tutor che in una conversazione mi disse "tu devi vedere Rio de Janeiro".

Sistemati i bagagli, la sera bevendo fuori ad un bar incontrammo alcune persone, tra cui Vinicius, un ragazzo dai lunghissimi dredlocks, simili a come li portava il mio connazionale. Vinicius e Artur erano studenti di Storia all' Università Federal do Rio de Janeiro, la loro ospitalità era unita ad un forte impegno civile e politico, in quel periodo partecipai ad un'assemblea per votare su una chiusura per protesta dell'Università, e assistetti alla realizzazione di un convegno sull'Africa e l'anarchismo.

Santa Teresa è un quartiere storico, nella casa dei miei amici brasiliani trovai un porto sicuro nella parte alta della città, confortevole e ricco di sorprese, diviso dalla zona di movida, cioè la Lapa, da alcune favela come Fallet, Prazeres, Coroa, Fogueteiro tra 56 L'origine del termine "favela" appare nell'episodio storico noto come Guerra de Canudos. La cittadella di Canudos fu costruita accanto ad alcune colline, tra cui Morro da Favela Collina della Favela , dal nome della pianta Cnidoscolus quercifolius popolarmente chiamata favela che copriva la regione.

Alcuni dei soldati che andarono in guerra, quando ritornarono a Rio de Janeiro nel , smisero di ricevere il pagamento, installandosi in costruzioni provvisorie erette sul Morro da Providência collina della Provvidenza. Il posto era allora popolarmente chiamato Morro da Favela, in riferimento alla favela originale. Il nome favela divenne noto e negli anni '20 le case improvvisate, senza infrastrutture, che occupavano le colline iniziarono ad essere chiamate favelas.

Le giornata le passai girando per musei, parchi, istituzioni pubbliche e private, sulle spiagge, bevendo succhi di frutta tropicale e mangiando specialità del posto, come per esempio l'açai.

Ma la città carioca alternava tratti di paradiso con angoli d'inferno. La tensione per la disparità sociale era ben nascosta tra le piccole colline della città, ma bastava girare per una strada meno turistica per ritrovarsi la dura realtà di una guerra civile. Prima di lasciare Rio de Janeiro, Vinicius mi parlo della possibilità di partecipare ad un rituale di candomblé in un luogo non troppo lontano da dove eravamo, tra l'altro lo spazio sacro in cui avveniva la cerimonia, il cosidetto terreiro57, si trovava in una zona dove abitava sua madre.

Probabilmente era anche lo spazio in cui gli schiavi potevano fare le proprie feste. Roça significa un'area agricola, al di fuori delle città. Quindi entrambi i termini hanno un significato speciale di periferia, esterno e di un luogo in cui si incontrano gli schiavi. Il vecchio Terreiros di Bahia si trovava alla periferia della città di Salvador, ma mentre la città cresceva lo racchiudeva.

Molti nuovi Terreiros continuano ad essere aperti sempre lontano dalle città, principalmente a causa del prezzo e della disponibilità di terreni. Quindi i Terreiros sono aree specifiche, sacralizzate, in cui le persone del Candomblé si incontrano e svolgono le loro funzioni rituali. Ci sono grandi, vecchi Terreiros o piccoli, a volte solo una stanza, a seconda della situazione finanziaria dei sacerdoti. Il popolo di Candomblé ha un acuto concetto di spazio sacro e profano.

Come infatti più ci allontavamo dalla città e più attraversavamo zone in cui si espandevano paesaggi pieni di favelas. Duqa de Caixas La madre di Vinicius, Maristela, viveva a Imbarie, in un'abitazione di due piani, al piano inferiore alloggiava la nonna, Esmeralda.

Nell'ampio giardino retrostante la casa, giocammo una memorabile partita di calcio insieme ai nipotini del mio amico. La nonna mi ricordava mia nonna paterna, i suoi modi di fare e di parlare, seppure per me incomprensibili da un punto di vista razionale, mi erano molto vicini a livello affettivo, visitai la cucina e bevvi un caffè in un'atmosfera in qualche modo arcaica, che mi ricordava la mia infanzia.

Come infatti, nella mattina successiva al nostro arrivo ci una conversazione tra la madre di Vinicius e Beatriz. La struttura dello spazio adibito per la festa era studiata in modo tale da permettere un passaggio perimetrale a tutti i partecipanti, nel nostro caso questo avvenne seguendo la nostra guida, Eduardo, e cercando di mantenere un controllo e allo stesso tempo una "scioltezza" oltre che del corpo soprattutto dello sguardo.

L'aspetto illegale della manifestazione era motivo di ostentazione, una ragazza mentre ballava alzava in cielo la pistola mostrando in qualche modo il potere della criminalità, e la gioia e la felicità che questo sistema garantiva ai partecipanti. Noi come invitati potevamo condividere questi sentimenti a patto di entrare in un simile stato d'animo, e se non andai neanche io a twerkare 'muovere il culo' sotto cassa per lo meno condivisi l'eccitazione e la soddisfazione di assumere cocaina marchiata con la dicitura C.

Comando Vermelho , e di entrare in quel giro di sguardi profondi e indagatori, che come su una passerella a volte si trasformavano in languide occhiate di ammirazione e altre volte, viceversa, in minacciosi segnali di pericolo. Quella tensione che si sentiva a pelle si alleggeriva quando si usciva verso l'esterno della zona della festa e si virava verso viuzze fatte di terra e costeggiate da piccole case in mattone vivo, in qualche angolo si poteva urinare senza l'aria di ammoniaca e il pavimento allagato che invece si incontravano nei piccoli bagni pubblici all'interno dell'area della festa.

Tra una birra e una striscia di cocaina la serata si concluse non troppo tardi, l'indomani ci aspettava un'esperienza agli antipodi di questa appena conclusa. Se quella notte c'eravamo avvicinati ad uno dei fenomeni profani più in voga dagli anni 80 nella cultura carioca: il baile funk, la notte successiva sarebbe stata all'insegna di una delle forme più radicate della sacralità afrobrasiliana: il candomblé.

La loro vita mitica è anche la vita degli elementi naturali, sono considerati come principi cosmici che plasmano la personalità dei singoli credenti e adepti. Né tanto meno analizzandole attraverso il risultato della sovrapposizione di tre o più linee religiose "pure", la cui unione farebbe nascere, come in una formula chimica, una nuova religione "sincretica".

Nel , tre schiave affrancate organizzarono un candomblé aperto in permanenza in un mulino abbandonato, il Vecchio Mulino o Candomblé do Engenho, e, presto promosse sacerdotesse, presero il nome di madri o spose degli dei? Questa quadruplice divisione corrisponde a un quadruplice culto: il culto d' Ifa, il culto degli Orisha, il culto d'Osain, e il culto degli Egun. Ifa è il dio della divinazione Osain è il dio delle foglie. I babalao, i raccoglitori di erbe medicinali, persino le società segrete degli Egun non sono legati a un unico santuario.

Le yao, invece, rimangono legate per tutta la vita a un tempio particolare. Ognuno di questi templi ha, a capo, un sacerdote o una sacerdotessa, che portano, secondo il loro sesso, il nome di babalorisha oppure di ialorisha.

Vi possono anche essere degli isterici fra i candombles, come ve n'è in tutte le religioni. In questo caso è più conosciuto come Abaluayè, ossia il Signore della Crosta Terrestre.

Intanto in tarda mattinata, dopo la colazione, ci sedemmo sul divano del salone, alla mia sinistra c'era Beatriz e a destra c'era la madre di Vinicius. Dopo che la madre di Vinicius seppe che la madre di Beatriz non c'era più, assistetti ad alcune dichiarazioni in cui lei affermava di sentire, di parlare e di mediare con l'anima della defunta e mise al corrente la sua figlia del fatto che "stava bene, che era fiera di lei, che poteva essere felice". La mia compagna di viaggio era già in lacrime ed io rimasi alquanto sorpreso dalla conversazione che stava avvenendo tra loro, ma fui confortato dai radiosi sorrisi di beatitudine che fermarono il pianto.

La giornata volse verso sera e iniziammo a prepararci per dirigerci verso il 'terreiro'. Dall'esterno non sembravo uno spazio particolare, un semplice appezzamento di terreno rettangolare circondato da semplici muri di media altezza.

Quando varcammo la soglia della porta al centro di uno dei lati della struttura, iniziai a guardarmi attorno, c'era uno spazio centrale, di terra con una piccola struttura quadrangolare al centro, il Tempio. Il posseduto è considerato come il cavallo della divinità, che sale su lui per condurlo , cioè a dire che il centro della festa è proprio la crisi di possesso. I musicisti, gli ogans, cominciarono a suonare i tamburi cerimoniali nei vari ritmi: Congo, Cabula, Barra-vento, Ije xa etc.

In seguito ci fu anche in qualche modo una spiegazione storica della scelta, mi raccontarono dell'influenza particolare dei genitori di Artur e Beatriz che avrebbe connotato la loro "vicinanza".

La loro madre era un'adepta della Umbanda un culto afro-brasiliano affine al Candomblè , e il loro padre aveva scritto alcuni testi di canzoni entrate nel classico repertorio della samba de raiz. Subito dopo la parte rituale dell'incontro, ci fu in qualche modo una parte finale che consistette in un'offerta di cibo, detta Amala de Xango una polpetta di carne di capra condita con una mistura di gombo, cipolla grattugiata, gamberi secchi, sale e olio di palma posta su una foglia di banano, che ognuno di noi poteva porgere sull'altare quadrangolare posto nel Tempio, e successivamente ci rifocillammo con varie pietanze e bevande tipiche poste su un tavolo appena fuori la cucina e anche all'interno della stessa.

Prima di salutarci ci furono momenti di gratitudine e conversazioni appassionanti, che spesso assumevano toni scherzosi e comici, altre volte delle sfumature profetiche.

La riverenza che potevo mostrare per un contesto sociale che in qualche modo mi poneva nella posizione scomoda del novizio di fronte al maestro, era il più delle volte compensata dall'atteggiamento di queste persone, come "l'anonimo figlio di Santo" incontrato nell'atrio del terreiro dove assistetti al rituale di candomblè, che pur mantenendo una certa serietà dovuta magari all'importanza che gli veniva data dalle persone attorno a loro, riuscivano a mostrarsi in tutta la loro fragilità e debolezza umana con una semplice risposta a tono, una battuta divertente, o un'osservazione intelligente che permetteva di recuperare le forze impiegate nell'attenzione data al rituale e forse in qualche modo scioglieva tutto il dramma della costruzione magica di una realtà superiore in cui si metteva a repentaglio la propria anima, il proprio spirito, il senso stesso della propria presenza.

Pian piano, uno spirito sarcastico, satirico, demistificatore si diffuse nelle conversazioni, l'atmosfera sacra restava comunque all'interno del terreiro, ma grazie a tutti quelli che parteciparono al rituale, potevamo rivarcare la soglia, questa volta d'uscita, con più leggerezza. Anche in questo caso furono i volti a cui corrispondevano l'identità di alcuni parenti e conoscenti che simboleggiavano il senso del mio futuro.

Anche in questo caso una specie di 'auto-iniziazione selvaggia'. Queste esperienze sono sorprendentemente comuni. Un sondaggio Gallup del ha rilevato che otto milioni di americani circa il cinque per cento della popolazione adulta in quel momento erano sopravvissuti a un'esperienza di pre-morte NDE. Le esperienze si verificano indipendentemente dall'età, dalla classe sociale, dalla razza o dallo stato civile. Probabilmente i miglioramenti della tecnologia medica, che consentono a molti di tornare da uno stato di "morte clinica", hanno aumentato il numero negli ultimi tempi.

Ma le NDE sono state riportate in tutta la storia registrata e da tutti gli angoli della terra. Dalla pubblicazione nel del libro di Raymond Moody, Life After Life , sono stati condotti numerosi studi sul fenomeno, alcuni dei quali eseguiti con attenzione sull'oggettività scientifica ad esempio, Ring ;. Grof suggerisce anche che molte esperienze catartiche all'interno degli stati psichedelici, sebbene non necessariamente crisi, possano essere gli effetti della coscienza che entra in uno spazio perinatale.

Eravamo seduti davanti ad uno chalet nel parco, era all'incirca il primo pomeriggio, le prime allucinazioni dopo circa 40 minuti furono accertate da me ed un mio compagno di viaggio che iniziammo a vedere le forme degli ombrelloni, posti a poca distanza da noi, assumere i caratteri e le forme di funghi giganti. Gli effetti, per me, durarono fino a notte inoltrata. Dopo un primo periodo passato nel parco ci spostammo nelle vie della città e le allucinazioni che venivano a volte dichiarate altre volte espresse attraverso indicazioni non verbali e successive richieste di conferma o smentita sull'equivalenza della distorsione dell'oggetto dell'allucinazione presa in esame.

Alcune delle allucinazioni o di momenti critici che ricordo furono: - una percezione di colore verde che si espandeva in tutto l'ambiente circostante, raccogliendo tutto il campo visivo. Invece al suolo ci caddi subito dopo per via di una perdita di equilibrio evidentemente, e forse il colpo di pistola alla guancia era solo un mal di denti che mi portavo avanti da qualche giorno.

In questo modalità di contemplazione, la mia capacità immaginativa fu aumentata ma sopratutto fu rivolta verso l'interno e non più verso l'esterno. L'introspezione che compii in quei momenti in seguito l'ho definita spesso e volentieri come una lettura, una possibilità di sfogliare le pagine di un libro particolare, quello della propria vita. A piedi, riuscii a rintracciare i miei compagni di viaggio, e tornammo con le biciclette in quel punto in cui avevo parcheggiato la mia bicicletta.

Nella tenda ripensando alla giornata non riuscii a capacitarmi, come infatti mi svegliai l'indomani con un senso di stanchezza estrema, ma non ci volle molto tempo per tornare a vivere quella città della sperimentazione. Sono queste le sensazioni che alcuni definiscono "deja vu" o "deja vecù", ma in certi casi non è coerente con queste definizioni ma rientrano in un fenomenologia caratterizzata dall'entrata in una condizione specifica.

Quindi una specie di dimensione, in cui il senso del tempo lineare viene sostituito dal senso di un tempo eterno, una sorta di tempo-ora benjaminiano.

Paraty Un'esperienza che si avvicina a quello che è stato definito sincromisticismo termine coniato da Jake Kotze nel , uno dei fenomeni che caratterizzerebbero l'animismo postmoderno Jason Horsley, , l'ho vissuto a casa di Rafael, una persona che conobbi per una felice coincidenza.

Lui, il suo amico e il suo fidato cane erano fuori un bar in una delle caratteristiche stradine di Paraty, a sud di Rio de Janeiro.

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Quando prima di andare a dormire salii le scale, notai prima dell'ingresso nelle camere da letto una pila di libri sparsa a terra, il panorama affacciava su un tratto di foresta, e come scoprii l'indomani dal giardino della casa si arrivava direttamente ad una cascata, sullo stesso piano del salone e della cucina c'era una piscina rasoterra.

Originariamente, la parola indicava una zona di sosta utilizzata dalle popolazioni nomadi. Venne anche a identificare gli accampamenti delle carovane dei commercianti di cera, schiavi e altri beni commerciati dai colonizzatori. Fu in Brasile meta del più grande afflusso di schiavi 1. Pulsar Nel in Brasile con un mio collega di ateneo, che studiava in Argentina decidemmo di incontrarci ad un evento che si intitolava Pulsar, un incontro di "arte, cultura e sostenibilità" che si sarebbe svolto dal 3 al 7 giugno nello stato di Minas Gerais.

In quell'occasione potei constatare con mano alcune delle pratiche innovatiche che si stavano espandendo come forme di resistenza globale alla 'distruzione della natura'66 operata dalla globalizzazione dei mercati e dal successivo regime capitalismo di sfruttamento delle risorse a discapito dell'ineguaglianza sociale, suddette forme furono principalmente la bioarchitettura e la permacultura. Poiché queste visioni scaturirono dall'osservazione contemplativa delle suddette opere, molti definivano questo tipo di artigianato: cosmico.

Ma come ebbi modo di verificare nello stesso anno, in un'altra manifestazione, che avvenne tra il 19 e il 24 agosto, che fu il Modem Festival in Croazia, le visioni cosmiche, di universi in movimento, rappresentazioni di galassie o comunque di cieli stellati riuscii a visualizzarle anche non osservando opere d'arte o artigianato. E fu in quel momento che mentre tenevo la mano sulla sua pancia, chiusi gli occhi, e visualizzai immagini di universi, galassie o comunque cieli stellati.

E' comunque la condizione huxleyana di paradiso- inferno che impiega molta energia psico-fisica, come infatti cercavamo di superare i vari stati dell'effetto allucinogeno, alternando momenti di pausa e contemplazione, per esempio stando sull'amaca a momenti di movimento e danza. In uno dei periodi di tempo che passai negli spazi dedicati alla musica, provai una sensazione circostante di stimoli e contatti fisici leggermente percepibili, un leggero stato di trance che non riguardava personalmente il mio organismo ma più l'ambiente, quasi come se fosse un campo magnetico caricato con un'energia molto intensa.

Ricordo in questo frangente di aver visto sotto cassa, uno dei partecipanti aizzare una farfalla dipinta con uno stile psichedelico davanti alla folla danzate, come se fosse un totem, ogni oggetto poteva acquisire lo statuto di simbolo dell'assoluto, del divino. Dopo una lunga attesa arrivarono, ma la possibilità che potessi unirmi a loro era in bilico, visto che era attesa un'altra persona, che come Bruno, si era accordata preventivamente.

Ma intanto ci accompagnarono fin dentro il paesaggio amazzonico in cui si sarebbe svolto l'evento, a Sao Jorge, paesino ricco di negozi di artigianato, artigiani di strada e locali all'avanguardia oltre a possedere un'orto medicinale comunale.

Questa manifestazione inaugurata nel avveniva come evento integrativo dell' Incontro delle culture tradizionali della 'Chapada dos veadeiros' che si realizzava fin dall'anno Quasi naturalmente, come se fosse un gioco infantile, mi ritrovai insieme a Bruno a defilarmi dalla zona centrale in cui avveniva l'Aldeia e a superare dei brevi sentieri con due bambini indios; raggiungemmo un punto in cui un fiume si stringeva in una curva e subito dopo si allargava in un piccolo specchio d'acqua, che rifletteva la vegetazione rigogliosa.

Immersi in quel verde, c'erano oltre a noi un uomo sulla mezza età, brasiliano, che riposava seduto sulla spiaggia, mentre uno dei bambini giocava con la sua capigliatura non più folta.

Arrivarono anche Ugo e Lara, dopo aver apprezzato la meraviglia del luogo, con Bruno decisi di tuffarmi nella piccola insenatura, con noi anche i bambini con cui iniziammo a scherzare in acqua.

Intanto uscimmo dall'acqua e raggiungemmo le nostre "guide", tra una risata e l'altra, riflettendo sulla comicità e tragicità del bagno, tornammo nel luogo in cui avvenivano le attività principali.

Quello che provai in quell'occasione fu sbalorditivo, il desiderio che avevo di entrare in contatto con quella parte di umanità che ritenevo capace di conservare e perpetuare le caratteristiche più sane e più costruttive per la sopravvivenza dell'umanità ma sopratutto per la sopravvivenza e tutela dell'ambiente, del mondo vegetale principalmente, viveva in luoghi e modi di una bellezza disarmante e la vicinanza fisica a qualcuno di loro comportava nientemeno che un rischio per la propria sopravvivenza.

Sicchè chiesi una risposta al quesito ad uno degli indios che vendeva prodotti di artigianato, che tra l'altro lo faceva in uno stato che non nascondeva la propria riprovazione per il meccanismo di vendita-acquisto. Guardando la persona di cui ci trovammo a parlare mi fece impressione il suo atteggiamento di serietà e solennità, la sua gestualità fiera e decisa, i suoi riflessi erano in una condizione di estrema reattività, guardandosi attorno con un'attenzione fluttuante e profonda allo stesso tempo sembrava avere la situazione sotto controllo e nel suo sguardo non so se c'era più rabbia o tristezza.

In serata partecipai anche ad un'improvvisazione musicale che compiemmo nel modo più libero, utilizzando sia strumenti tipici delle etnie locali sia strumenti non tipici, come la chitarra classica, ma anche, come fu il caso mio e di Lara, il semplice battito di mani, anche se Lara come ebbi modo di apprezzare durante quei giorni, era una fantastica cantante di icaros Ci furono anche altri aspetti tipici che osservai nelle pratiche di queste culture tradizionali, come quello della decorazione del corpo che avvenivano tramite l'utilizzo di coloranti estratti da alcuni frutti di alberi o da piante, o delle già citate opere di strutture architettoniche realizzate con metodi indigeni, come per esempio un bagno realizzato interamente con materiali naturali, o l'artigianato che utilizzava maggiormente piume di uccelli, come nel caso delle corone, e altri elementi naturali.

Dopo l' Aldeia tornammo nel centro abitato più vicino, Sao Jorge, e il giorno seguente oltre a visitare il mercato della zona decidemmo di andare in una delle cascate che circondano il territorio della 'Chapada'.

Con l'ausilio della mappa optammo per un sito composta da due cascate che scorrevano una dopo l'altra, la superiore era chiamata 'Cachoeira dos Arcanjos', quella inferiore 'Cachoeira dos Anjos', in quest'ultima il flusso d'acqua sfociava in un piccolo lago d'acqua che con Ugo attraversammo per raggiungere il punto in cui l'acqua della cascata impattava con quella del lago.

Nel momento in cui mi tuffai, poco dopo Ugo, ricordo come una sensazione di blocco totale dei processi vitali del mio organismo, per qualche secondo fu tutto buio, poi iniziavi a nuotare, iniziai a sentire la sensazione di freddo gelido che derivava dalla temperatura bassissima dell'acqua e ritornai in un equilibrio termico solo quando raggiunsi la mia "guida" e insieme ci facemmo scorrere il getto d'acqua fortissimo sulle nostre teste.

Quando ripassammo per il punto iniziale del sito naturalistico, riportai la bottiglia di vetro al guardiano del posto che ci aveva gentilmente prestato per permetterci di dissetarci durante la visita. Era un uomo, originario della Svizzera, con lunghi capelli e un aspetto da professionista di sport estremi, che da dieci anni aveva deciso di vivere in modo piuttosto solitario facendo questo tipo di lavoro in una zona non urbanizzata, dando uno sguardo alla casa in cui abitava che ci disse che si stava costruendo poco alla volta, notai in una stanza delle sculture geometriche appese al soffitto e una ispirata ad A.

Dopo averlo ringraziato, chiesi con quali materiali stava construendo la sua casa, in sottofondo ascoltai una musica drum'n bass e, poco lontanto da noi, su una panchina, notai il titolo del libro che probabilmente stava leggendo: Amit Goswami — O Ativista Quantico.

Nel mio caso mi sono trovato a vivere in parte questa rivoluzione culturale che è nata principalmente in Europa, e che non ha avuto culti della personalità, diversamente da quella precedente, se non al plurale, come i casi dei gruppi di sound system che organizzavano rave e festival.

E, forse, proprio grazie alla disillusione di questi autori è possibile trovare in loro una lucidità che permetta contatti e commistioni tra le parti scisse, quella ancestrale e quella tecnologica, di un mondo che possa darsi un orientamento cosmopolitico equilibrato e meticcio per un futuro del pianeta.

Allora, forse, il cut-up diventa una scoperta di un meccanismo che scompone e ricompone il proprio spirito perso e che permette di ritrovarsi nello stesso essere ma con una nuova essenza. Non è certo un caso se durante le sue peregrinazioni amazzoniche incontra il botanico Richard Shultes e assieme a lui cercano di saperne di più sulla composizione chimica delle piante utilizzate dagli indios per preparare questa bevanda che considera un semplice narcotico. Inutile tirarmela dietro negli USA.

Tiene pochi giorni. Stamattina ancora sballato. Sembra che la stanza si scuota e vibri tutta. Il sangue e la materia di molte razze, neri, polinesiani, mongoli delle montagne, nomadi del deserto, levantini poliglotti, indios — razze non ancora concepite e non ancora nate, combinazioni non ancora avvenute attraversano il corpo. La Città Composita dove tutte le potenzialità umane si distendono in un vasto mercato silenzioso.

Minareti, palme, montagne, giungla. Il capo della polizia è un cinese con uno stuzzicadenti in bocca che ascolta la denuncia di un pazzo. Ogni tanto il cinese tira fuori lo stuzzicadenti e ne guarda la punta. Tavoli da gioco dove si puntano somme stupefacenti.

Ogni tanto un giocatore salta su con un grido disperato e disumano perché ha perso la giovinezza a causa di un vecchio o perché è diventato il latah del suo avversario. Partite in cui soltanto due persone al mondo sanno qual è la posta in gioco. Tutte le case della Città sono unite. Spedizioni partono per luoghi sconosciuti e finalità sconosciute.

Estranei arrivano su zattere fatte di vecchie casse da imballaggio tenute insieme da funi marcite, entrano ed escono vacillando dalla giungla con occhi gonfi e ridotti a fessure dalle punture degli insetti, scendono dai sentieri di montagna con piedi feriti e sanguinanti, attraversano le polverose vie della periferia della Città spazzate dal vento dove la gente caga in fila lungo muri di adobe e gli avvoltoi si contendono le teste di pesce, piombano nei parchi con paracadute rattoppati.

Scortati da uno sbrro ubriaco si registrano in un largo gabinetto pubblico. I loro dati sono appesi a un gancio e vengono usati come carta igienica. La Città è colpita da epidemie di violenza e i morti non sepolti vengono divorati dagli avvoltoi nelle strade. Funerali e cimiteri sono proibiti. Albini sbattono le palpebre nel sole, ragazzini appollaiati sugli alberi si masturbano languidamente, gente smangiata da malattie sconosciute sputa ai passanti e li morde e schizza pus e croste e vettori assortiti insetti sospettati di essere portatori di una malattia nella speranza di infettare qualcuno.

Ogni volta che ti pigli una sbronza ti svegli a letto con uno di queti cittadini malati e senza faccia che ha passato tutta la notte spremendosi le meningi per infettarti. Ma nessuno sa come queste malattie vengano trasmesse né se siano davvero contagiose. Questi mendicanti malati vivono in un dedalo di cunicoli sotto la Città e spuntano dappertutto spesso sbucando dal pavimento di un caffè pieno di gente. Un luogo dove il passato sconosciuto e il futuro emergente si uniscono in un vibrante e silenzioso ronzio.

Entità larvali in attesa di vita. Vorrei tanto avere tue notize. Vaya adelante. Perchè ritornarci? Perchè ti meraviglia vedermi? Stai ricalcando i miei passi. Conosco la Tua strada. E si conosco la zona meglio di quanto credi. Ho provato più di una volta a dirti comunicarti quello che so. Non hai voluto o non hai potuto ascoltare.

Brion Gysin Per Hassan Sabbah. Ascolti ora? Prendi la copia allega a questa lettera.

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Tagliala lungo le righe. Rimettila insieme accostando sezione uno a sezione tre e sezione due a sezione quattro. Ora leggi ad alta voce e sentirai la Mia Voce. La voce di chi? Taglia e rimetti insieme secondo una combinazione qualsiasi. Leggi ad alta voce. Non posso scegliere ma sento. Non pensarci. Non teorizzare. Fai lo stesso con le tue poesie. Con una poesia o un brano in prosa qualsiasi.

Prendici la mano. Questo sono, Colui- Che-Conosce, che è in tutti. Quanto simile a Burroughs! Di chi è la coscienza di Ginsberg? In fondo, è la stessa essenza in due fasi complementari, quella della ricerca di sé stessa e quella della perdità di sé, tra di esse le scoperte che marcano i confini sfumati dei due momenti. I sintomi della disintossicazione sono fatali.

Chi la usa dipende per la sopravvivenza dalle scorte e, allo stesso tempo, la sorgente della sua resistenza, il contatto con il mito che dà a ciascun uomo la capacità di vivere solo e lo unisce a ogni altra vita, è tagliato.

Meglio ancora, c'è una droga che aumenta la facoltà di creare simboli. Le facoltà artistiche e di creare simboli che alcune persone hanno innate — e quasi tutti le hanno in una certa misura da bambini — possono essere aumentate di un centinaio di volte.

Possiamo tutti essere artisti infinitamente più grandi di Shakespeare o Beethoven o Michelangelo. Poiché questo è possibile, è possibile anche l'opposto.

Possiamo essere privati della capacità di fare simboli, un'intera dimensione tagliata via, ridotti a creature completamente razionali estranee a ogni senso simbolico. Il primo aspetto era dovuto alla sua appartenenza ad una confraternita islamica, in particolare al gruppo dei Baay Fall. Il secondo aspetto era dovuto al fatto che si guadagnava da vivere, maggiormente, lavando i vetri delle macchine ai semafori di una zona di Napoli, Agnano, e dal fatto che era un assiduo fumatore di hashish e frequentatore di piazze.

Come premesso, la persona in questione, Mahktar Diakhate, è come altri Baay Fall, soggetto in determinate condizioni ad un pregiudizio sociale. Innanzitutto la persona in questione, auto-percependosi come Baay Fall se poi rientra o meno nei canoni di questo soggetto plurale è una questione di autorità, di ortodossia e di eterodossia o eteroprassi fa del suo lavoro, anche se non riconosciuto legalmente, una questione religiosa.

Un lavoro che rende tutto a Dio e niente per se stessi! Storia e pratica spirituale di una via mistica islamica del Senegal dal XIX secolo ad oggi, tesi di laurea , Bologna, A questo articolo ho fatto riferimento anche per le successive osservazioni storiche e metafisiche sui malâmatiyah. Il paragone con i malamatiyah è certo foriero di ulteriori spiegazioni, per poter riuscire a inquadrare i caratteri che potrebbero essere analoghi alla persona presa in considerazione.

Storicamente i malâmatiyah sarebbero i mistici più attivi e rigidi del Khurâsân che professavano indifferenza al biasimo e contrastavano il quietismo estetico dei sufi, oltre a criticare la loro concezione compensatoria delle azioni religiose e il loro attaccamento a pratiche formalizzate come i canti o le audizioni.

Mentre invece i malâmatiyah sono effettivamente staccati da ogni formalità, non solo dalle prescrizioni canoniche della loro cultura di origine ma anche da qualsiasi tipo di morale ufficiale. Quindi Mahktar persegue questa pratica musicale di canto che, tranne alcuni casi storici, è considerata unanimemente lodevole nel mondo islamico, quindi moralmente accettata e incoraggiata, e che nella tradizione africana è viva fin dalle origini.

Ed è già stata fatta la dovuta considerazione sulla possibilità di investire meglio queste risorse sociali nei contesti di emigrazione, favorendo quel contributo sociale che nel contesto di origine, cioè in Senegal, li vede tra i principali protagonisti.

Dopo la parentesi sulla questione sociale 82 Cfr. Nel secondo caso, troviamo un riferimento nel Conte di Montecristo di Alexandre Dumas, la descrizione degli effetti nei Paradisi artificiali di Charles Baudelaire e altri cenni nel romanzo autobiografico di Charles Duchaussois Flash.

Quanto piacere nel semplice atto di srotolare un gomitolo. Una tale certezza del gomitolo abilmente arrotolato che noi disfiamo — non è forse questa la felicità di ogni produttività, o almeno di quella che assume la forma della prosa? Percepisco il contatto molto prima che abbia luogo realmente e lo vivo come una violazione estremamente sgradevole della mia aura. Dissi che nella vita di ogni giorno il dubbio traccia contorni meno precisi, è più opaco, più schematico, mentre qui una cosa e il suo opposto si presentavano con la stessa precisione e concorrevano senza pietà.

E cioè, poniamo, facendo anzitutto in modo che in seguito a delle confusioni, 92 Ibid, p. Questo si potrebbe interpretare come un effetto di allargamento, di estensione del significato in ogni minima modificazione; si potrebbe dire che nello stato di ebbrezza il soggetto assume una lucidità inedita, o comunque non corrispondente alle capacità semantiche del soggetto in stato di non-ebbrezza, nel riconoscimento di nessi significativi tra gli elementi di una lingua. In primo luogo la vera aura si manifesta in tutte le cose.

Non soltanto in alcune, come immagina la gente. Questo paragrafo, cercando di confrontare questi due tipi di esperienze, ha specificato più che altro un discorso sugli effetti, sulle visioni, sulla cosmologia, sulle tecniche estatiche e sulla differenza tra la pratica profana e quella sacra, e come tra le due ci possa essere una commistione, o in altre parole come tra le due dimensioni, profana e sacra, ci sia un filo sottilissimo che le distingua.

La loro filosofia, come si è detto, è facilmente riducibile a movimenti preesistenti, come quello rastafariano, simile formalmente ma essenzialmente diverso per ragioni storiche, anche se comunque condividono ideali di pace e tolleranza.

Si potrebbe, forse, dire che i valori che si riscontrano a livello teorico nei discepoli murid più contemplativi sono mostrati e accentuati nelle pratiche dei baay fall. Il loro movimento, scaltro e determinato, è capace di bloccare qualsiasi flusso di mezzi di trasporto e di persone, cosicché i plotoni o squadre possano spostarsi a loro piacimento attorno le strade, scegliere gli edifici, che di solito sono case di guide religiose marabout o comunque strutture simboliche della confraternita, ed entrare per omaggiare lo spazio temporaneamente occupato, con i loro canti sacri compiuti in circolo, gli zikroulah.

Due plotoni di baay fall diretti verso la Grande Moschea di Touba, di cui in lontananza si vedono i minareti. La posizione della mano destra o anche di entrambe le mani, sui lato della testa, potrebbe servire a sostenere la calotta cranica e a proteggere le orecchie, oltre che per sentire la propria voce, mantenere la tonalità e restare concentrati sulla preghiera.

Le dote canore molto apprezzate spesso attraverso piccole donazioni monetarie sono: timbro della voce, la notevole quantità di modulazioni e la loro espressività in termini di intensità variazione di volume , altezza del volume della voce, durata della performance, e varietà e profondità poetica dei significati del testo. Islam, 2. Sufismo 3. Muridyya , sulle varie tecniche musicali e sui loro effetti sulla coscienza. I temi saranno trattati a volte in modo personale e saranno aggiunte parti autobiografiche di testimonianze dirette riconoscibili dalla presenza della cornice nella pagina , scritte durante le ricerche sul campo o in momenti di riflessione precedenti e successivi, cercando di coniugare una fenomenologia degli stati estatici con una politica del sé.

Pertanto il panorama che si delineerà sarà men che mai esaustivo. Aperta al Cairo nel , alAzhar è infatti la più antica università al mondo attiva ancor oggi. Per di più sulla Via della Seta che collegava la Cina al bacino Mediterraneo si riscontra la presenza dei caravanserragli, luoghi di sosta ma anche di scambi culturali.

Come infatti se le università risiedono in città, anche i templi, e in questo caso, le città sante della Mecca e di Medina, sono dei luoghi urbani collegati strettamente alla nascita e alla diffusione di questa civiltà. I suoi ricchi borghesi divennero a poco a poco i detentori della maggior parte delle zone agricole sfruttate e dei depositi di merci Yathrib e di Taif. Secondo Maometto, il monoteismo primitivo degli Arabi era innegabile.

Era questione di ritornarvi. Bisogna dire che oltretutto, che dalla precedente antica religione del popolo arabo, ma non solo , si ritrovano delle usanze, come quelle dei sacrifici animali, che potrebbero essere retaggi di quella religione primitiva dei primi raccoglitori, pastori e cacciatori che rientra nella definizione di sciamanismo. SAID, Op. Le parole citate nel virgolettato sono di Sayyid Qutb. Prima di allora, ci sono alcune testimonianze e di racconti tramandati su un presunto incontro tra angeli e Maometto bambino.

Una parentela impossibile, Lindau, Torino, p. Allah sapeva che un bicchiere di vino fa bene!

I versetti coranici sono egualmente trascritti anche su veicoli, negozi e sulle porte di casa o di pubblici edifici per garantire la protezione contro il male e per esprimere gratitudine per la generosità di Dio.

Come, a titolo di esempi, cito il caso della società Dogon del Mali o quello dei Betik e dei Bassari delle zone del sud-est del Senegal. Ad una prima superficiale analisi, i due universi religiosi sembrerebbero irriducibili. Eppure non vi è religione tradizionale africana che non sia intrisa di una profonda ideologia del divino. Queste rivolte o comunque metodi di resistenza , furono guidate da leader religiosi che sceglievano vari livelli di compromissione con il governo francese, ed alcuni di essi come Cheikh Amadou Bamba, furono poi considerati wali santi , soprattutto, come si vedrà, per certi episodi miracolosi.

Bamba è collocato nel cerchio in grassetto. Anche tra i grandi maestri di queste due correnti esoteriche si potrebbero trovare analogie, come quella fra Muhyi-d-din ibn Arabi e Shri Shankaracharya, entrambi grandi innovatori metafisici.

Alla stessa stregua i bizantinismi del kalàm e della rigida ortodossia islamica non potevano non risolversi — per reazione — in una serie di ascetismi che furono una delle probabili basi del Sufismo. A volte molta di questa filosofia oramai rivisitata in chiave ellenistica venne mediata dai Sabei, seguaci dei tre Ermete egizi, e per i quali tutte le religioni erano conciliabili.

Ma altre dottrine ancora sono state proposte quale origine del Sufismo. In particolare lo Zoroastrismo e il Mazdeismo. Un ulteriore opera fondamentale per la costruzione della dottrina sufica fu il messaliano Libro dei gradi evolutivi Ketàbà de-masqàtà. I gradi evolutivi maqàmàt, plurale di maqam, termine che si usa anche per indicare dei modi musicali saranno alla base delle teorie del Sufismo e i messaliani o euchiti , considerati eretici che vissero in Siria e in Iraq tra il IV e IX secolo, ritenevano che il demonio si potesse cacciare dal cuore degli uomini con la ripetizione costante della preghiera.

Pratica, questa, molto affine alla ripetizione costante dei Nomi di Dio presso i sufi: lo dhikr, di cui si è discussa una definizione nel cap. Ma non tutte le storie del sufismo confermano questa combinazione di influenze pre- islamiche né tutti gli autori sono concordi nella legittimità dei paragoni con altre dottrine esoteriche.

Quanto è grande la mia Maestà! Questo modello educativo- abitativo ribalta la concezione ascetica del misticismo islamico e crea il sostegno materiale principale del Sufismo istituzionale anche se forse già pre-esisteva tra le comunità ascetiche pre-sufi Karramya del Khorasan. Come si evince, questo tipo di daara forma i discepoli, sia murid che baay fall, in maniera olistica, i metodi sono egualitari, in alcuni casi vi è la presenza di un serigne guida spirituale che vi risiede, quella di un maestro coranico e quella particolarmente vicina del jewrin, responsabile organizzativo di un particolare aspetto, come quello dei lavori agricoli.

Quella che ho stretto nella notte del 30 maggio del , è stato un jebbelù tra me e Serigne Abdou Mbacké, compiuta dopo aver discusso principi, criteri e conseguenze fondamentali di questa pratica rituale. LXIV pag. A differenza di quando, legatomi alle concezioni esoteriche islamiche, seppur solo inizialmente e con un sostrato di auto-formazione sulle discipline orientali, ho vissuto dinamiche extra-ordinarie più inter-soggettive. Quest'ultimo non è un prerequisito per il primo.

Ma da dove nasce questa tendenza mistica e questa tenacia fuori dal normale? VV , Op. Ma tornando agli aspettali generali: chi sono i componenti della Muridiyya? Non è affatto raro, per gli abitati di questi villaggi, parlare da quattro a sei lingue africane.

In altre parole, sono fluenti oltre i propri confini geografici ed etnici. Parlano la lingua dei loro vicini, oltre alla propria lingua madre e alla lingua franca della regione in cui vivono. Qui, avvenne il patto di alleanza tra Serigne Touba e Ibra Fall, e come infatti è in costruzione un mausoleo per celebrare questo accaduto.

Il territorio su cui è stata eretta, si dice appartenesse alla sua famiglia, appunto Mbackè, che è anche il nome di un paese limitrofo. A distanza di poco più di un secolo quella zona rurale è diventata la seconda città del Senegal, per espansione e la sua crescita demografica non ha paragoni, e al momento si aggira sui due milioni di abitanti.

Dal , anno in cui si fa partire la costruzione della moschea, attorno al territorio il tasso demografico ha avuto un incremento esponenziale, ed oggi la città conta un milione e mezzo di abitanti. Ma in compenso aprire un esercizio commerciale non comporta né tasse né un iter burocratico.

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La maggior parte dei negozi e degli edifici non hanno numeri civici. Di cosa ci ha parlato? Lo dhikr e il wird. Per agevolare la comprensione del discorso sui canti sacri della Muridiyya sarà utile prima fare chiarezza su alcuni dei termini in uso in Senegal e più in generale nel mondo islamico nel definire la preghiera, la recitazione e il canto sacro.

Innanzitutto il termine dhikr, indica una pratica mistica islamica basata sulla recitazione o cantillazione corale o individuale di formule sacre e devozionali. Come si è anticipato nel cap. Le percezioni sono simili, a volte, a quelle che si possono avvertire in stato di trance indotta.

Il termine wird definisce la liturgia costituita da formule o da passaggi del Corano o nel caso della Muridiyya di passaggi delle opere di Serigne Touba, recitati in alternanza con la preghiera rituale, la contemplazione fikr e la recitazione del Corano. Esso richiede: la lettura di 3 hizb parti in cui viene diviso il Corano al giorno, pregando alla moschea preghiera di gruppo. Non commettere i grandi peccati.

Riceverlo dalle mani di qualcuno che è stato autorizzato a trasmetterlo tramite una catena di comunicazione collegata allo sceicco. Aggiungo che per facilitare il suo accesso a coloro che non potevano leggere i quotidiani 3 hizb, lo sceicco ha composto un breve wird, il "wird del 7" perché contiene le "piccole" sure della fine del Corano e alcune formule ben note da ripetere 7 volte che è l'equivalente mistico della lettura di queste 3 parti del Corano.

L'età non è un fattore decisivo perché lo sceicco lo ha consigliato a tutti: ci sono versioni diverse di Wird, alcune più complete e altre più leggere: c'è anche una versione per donne e per bambini.

Da queste osservazioni e prescrizioni sullo dhikr, e sulla differenza con la pratica non musicale del wird, si potrà capire come esso sia poi stato elaborato in quel canto, danza, che è anche una litania o preghiera, che è lo zikroulah dei baay fall. E la musica, come la mistica, è spesso fautrice ed espressione di una resistenza di culture tradizionali ad una cultura dominante. La scienza della recitazione prende il nome di tajwid.